La prima domanda che un medico che pratica l'Agopuntura si sente rivolgere è: "A cosa serve l'Agopuntura?". Il medico può anche spiegare su cosa si basa questa terapia, può dire al suo paziente -per esempio- che essa intende ristabilire un equilibrio nel corpo umano, stimolando o potenziando le difese dell'organismo e guarendo così le malattie. Ma in realtà il paziente molto spesso "salta" questa risposta e pone un'altra domanda, quella che in definitiva più lo interessa: "Per quali malattie è utile l'Agopuntura e a quali risultati può portare?" Oggi in Occidente non è più necessario, dopo recenti ricerche in Istituti Universitari e ospedalieri, ricorrere alla teoria tradizionale cinese per spiegare il meccanismo di funzionamento dell'Agopuntura. Si può dire, molto semplicemente, che essa determina una stimolazione di tipo elettrico e chimico di certe fibre nervose, le quali, nella terapia del dolore, intervengono sulle sensazioni dolorose diminuendole o facendole scomparire. Nella terapia medica, queste fibre stimolate agiscono attraverso il sistema nervoso periferico centrale, intervenendo sui centri nervosi che dirigono le funzioni dei vari organi e di molte ghiandole, stimolando inoltre i centri preposti alle difese organiche. Sulla base di queste nuove conoscenze, l'Agopuntura cessa perciò di essere una medicina "alternativa". Al contrario, proprio queste ricerche hanno dimostrato come l'Agopuntura, pur essendo efficace in molti casi già da sola nella terapia del dolore in genere e nella maggior parte delle malattie funzionali, possa essere affiancata, sostenuta e integrata dalle altre terapie mediche ufficiali, potenziandone o migliorandone gli effetti curativi.